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Pulp Fiction frasi

Frasi Pulp Fiction

Pulp Fiction, capolavoro statunitense del 1994, è un film cult che ha segnato la storia del cinema, lasciando il suo segno con le sue interpretazioni, e le sue citazioni. Con i suoi dialoghi e le sue frasi Pulp Fiction ha chiuso in bellezza la trilogia di Quentin Tarantino (dopo “Le Iene”, e “Una vita al Massimo”) ricevendo parecchi premi sia per la pellicola che per gli attori e le loro interpretazioni. Pulp Fiction vede un rilanciatissimo John Travolta e una fantastica Uma Thurman alle prime armi, affiancati da un Samuel L. Jackson che completa un cast eccezionale.

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Il film non segue un vero e proprio ordine, diverse storie iniziano e si spezzano per poi intrecciarsi tra di loro in un secondo momento. Queste continue digressioni lo rendono un vero e proprio capolavoro di genere gangster.

Il film è pieno di citazioni famose e frasi celebri Pulp Fiction è divenuto un vero e proprio cult. Vincent Vega e Jules Winnfield sono gli scagnozzi di Marsellus Wallace e sono solo alcuni dei personaggi che danno vita alla pellicola in un continuo crescendo di azioni e colpi di scena!

Le frasi di film di questo stampo sono le più ricercate, originali e mai banali, hanno un effetto unico sullo spettatore; abbiamo selezionato di seguito alcune delle Frasi di Pulp Fiction più belle!

Frasi Celebri Pulp Fiction

Ma i giorni in cui dimentico sono finiti, stanno per cominciare i giorni in cui ricordo
(Ringo)

Ezechiele 25.17: “Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te”. Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l’uomo malvagio e io sono l’uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l’uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che tu sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore.
(Jules)

Quando voi maschiacci vi riunite siete peggio di un circolo di cucito.
(Mia)

Rivolterò il mondo per trovarlo, e anche se andasse in Indocina uno dei nostri starà nascosto in una ciotola di riso pronto a sparargli nel culo.
(Marsellus)

Dunque, esaminiamo la situazione: normalmente le vostre budella si ritroverebbero sparpagliate nel locale, ma per caso mi avete trovato in un periodo di transizione, perciò non voglio uccidervi, voglio aiutarvi…
(Jules)

Sono un negro? Siamo ad Inglewood? No. Sei a casa mia. I bianchi che sanno la differenza tra roba buona e roba di merda è in questa casa che vengono. Con la mia roba sono prontissimo a sfidare la robaccia di Amsterdam in un giorno qualunque della settimana.
(Lance)

Questo orologio che ho qui fu visto e acquistato dal tuo grande bisnonno durante la prima guerra mondiale. Fu comprato in un negozio di cianfrusaglie a Knoxville, nel Tennessee, prodotto della prima ditta che abbia mai fatto orologi da polso – fino ad allora si portavano solamente orologi da taschino. Sì, è stato comprato dal valoroso patriota Errayn Coolidge il giorno in cui si è imbarcato per Parigi. Il tuo bisnonno aveva questo qua durante la guerra: non se n’è mai staccato fino alla fine dei combattimenti. E dopo aver fatto il suo dovere, tornò a casa dalla tua bisnonna, si tolse l’orologio dal polso, lo mise in un barattolo da caffè ed è lì che è rimasto finché tuo nonno Dane Coolidge non fu chiamato dal suo Paese perché andasse di nuovo a servire la patria. E… era la seconda guerra mondiale questa volta. Il tuo bisnonno ha dato quest’orologio a tuo nonno per buona sorte. Sfortunatamente, a Dane è andata peggio che al suo vecchio padre. Lui era un marine ed è rimasto ucciso con tutti gli altri marines nella battaglia di Wake Island. Tuo nonno stava affrontando la morte: lui lo sapeva. Nessuno di loro poteva illudersi che avrebbe mai lasciato quell’isola da vivo. Così, tre giorni prima che i giapponesi prendessero l’isola, tuo nonno chiese a un artigliere addetto all’aviazione militare, di nome Winacki, un uomo mai visto prima in vita sua, di consegnare al suo figlioletto – da lui mai visto in carne ed ossa, il suo orologio d’oro. Tre giorni dopo tuo nonno rimase ucciso, ma Winacki mantenne la sua parola. Alla fine della guerra, andò a fare visita a tua nonna, per consegnare a tuo padre, bambino, l’orologio d’oro del suo papà: quest’orologio. Tuo padre l’aveva ancora al polso quando è stato abbattuto sopra Hanoi. L’hanno catturato e messo in un campo di prigionia vietnamita. Sapeva che se quelli avessero visto il suo orologio gliel’avrebbero confiscato, eh, portato via. Per come la vedeva tuo padre, quest’orologio era tuo di diritto, che fosse dannato se quei musi gialli mettevano le manacce sui beni di suo figlio. Così l’ha nascosto nel solo posto dove sapeva di poterlo fare: nel sedere, per cinque lunghi anni ha tenuto l’orologio infilato nel sedere. Poi è morto di dissenteria, mi ha dato l’orologio. Ho nascosto questo scomodo pezzo di metallo nel sedere per due anni. Poi, finalmente, sono stato rimandato a casa dalla mia famiglia. Adesso, giovanotto, consegno a te l’orologio.
(Capitano Koons)

Ora Ringo, conterò fino a tre, e quando arrivo a tre voglio che molli subito la pistola, piazzi le mani aperte sul tavolo e metti quel tuo culo a sedere. Ma quando lo fai, lo fai zitto e quieto: sei pronto?
(Jules)

Perciò, tu ora vai fuori e dici: «Buonanotte, ho passato una bellissima serata»; infili la porta, entri in macchina, vai a casa, ti fai una sega e finisce la storia.
(Vincent)

Non ricordo d’averti fatto nessuna domanda del cazzo se non sbaglio!
(Jules)

La coca è bella che morta da… da un pezzo. L’eroina sta rimontando in un modo pazzesco.
(Lance)

Dobbiamo togliere la macchina dalla strada, gli sbirri tendono a notare cose tipo guidare una macchina inzuppata di sangue.
(Jules)

Chi sa, chi sa, la fortuna chi l’avrà, chi sa, chi sa, la fortuna chi l’avrà, chi l’avrà, chi l’avrà, chi sa, uno, due, tre, tocca a te: tocca a te, campione.
(Zed)

Tre pomodori camminano per la strada: papà pomodoro, mamma pomodoro e il pomodorino. Il pomodorino cammina con aria svagata e papà pomodoro allora si arrabbia e va da lui, lo schiaccia e dice: “Fai il concentrato”.
(Mia)

Ho detto: “cazzo che botta!”, che botta cazzo! Cazzo che botta!
(Mia dopo aver tirato della cocaina nel bagno del locale)

Mi chiamo Jerda e non è con le chiacchiere che uscirai da questa merda.
(Jules)

Be’, non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda.
(Wolfe)

Se non sbaglio Marcellus, mio marito, il tuo capo, ti ha detto di portarmi a spasso e di fare tutto quello che voglio. E io voglio ballare, voglio vincere e voglio quel trofeo.
(Mia)

Sono fesserie come questa che poi fanno finire la situazione in vacca, amico!
(Jules)

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