il quadro mai dipinto

Il quadro mai dipinto Frasi

Le più belle frasi di Il quadro mai dipinto

“Ci sono tramonti che non tramontano mai” ecco…vogliamo inziare con questa bellissima citazione di Il quadro mai dipinto per farvi capire subito della bellezza e del fascino che racchiude questo bellissimo libro di Massimo Bisotti.
Il quadro mai dipinto è uno di quei libri che trascina il lettore in un mondo fatto di frasi bellissime ed aforismi, innescando un vero e proprio percorso interiore che arriva dritto all’anima. il quadro mai dipintoIl quadro mai dipinto di Massimo Bisotti è il classico libro da leggere tenendo a portata di mano una matita per sottolineare tutte quelle frasi stupende che incontreremo tra le righe, pagina dopo pagina. Frasi che ti restano dentro, che colpiscono, che fanno riferimento alla nostra realtà e a quello che il nostro cuore ci suggerisce e non sempre noi riusciamo a capirlo.
Il quadro mai dipinto: frasi magiche che fanno accompagnano il lettore in una realtà parallela caratterizzata da aforismi e citazioni che riempiono il cuore e fanno sognare.

Ecco una raccolta delle più belle frasi tratte da Il quadro mai dipinto, il capolavoro di Massimo Bisotti che ha fatto scalare le classifiche grazie ai suoi aforismi d’amore.

Il quadro mai dipinto Frasi – Le migliori citazioni

Smetti di far finta di star bene quando sai che c’è qualcosa che non va,
smetti di far finta di star male quando hai soltanto il terrore di ferirti ancora.
Smettere di fare finta è l’unica azione che imbroglia l’infelicità.

Gli amori più belli, ogni tanto, vengono fuori dalla piega segreta di ciò che in apparenza può sembrarci uno sbaglio.

Alla fine semplicemente io lo so e tu lo sai. Ci sono tramonti che non tramontano mai
Non poter stare insieme a qualcuno, non poter stare nemmeno senza.
Non poter stare vicini ma neppure distanti. Mancarsi accanto, mancarsi dentro. Mancarsi fuori ma nel profondo. Chissà se è amore lo stesso questo. Questo non smettere di cercarsi.

La parte più intima di una donna non l’avrai mai mentre la spogli, l’avrai mentre l’ascolti.
Si è nudi e sconosciuti, vestiti e confusi.
La parte più intima di una donna l’avrai quando le toccherai un punto che non avrà mai toccato con nessun altro così:
la sua anima.

Cercate di trovare il vostro posto.
Il posto dove essere felici è strettamente personale e non cedibile.
Chi non trova il suo posto non sta bene da nessuna parte.

Chi ti ama ti conduce l’anima per mano, niente di più.

Innamoratevi, non di chi vorrete raggiungere a ogni costo, ma di chi una volta raggiunto non vi farà più desiderare uscite di sicurezza.
Amate la persona che vi farà venire voglia di svegliarvi sempre prima del previsto, per guardarla qualche attimo in più prima di uscire, e dormire sempre un attimo più tardi, per farvi chiudere gli occhi stanchi di sonno ma mai stanchi di lei.

Voglio solo dirti che io ci sarò, ci sarò sempre, un sempre che non mente e che non fa paura.
Mi troverai, mi troverai ogni volta.
Non importa con chi sarò, dove sarò, cosa starò facendo in quel momento.
Non importa se avrò fatto un solo passo avanti, oppure cento, oppure centomila ancora.
Io ci sarò, custodirò il tuo essere speciale, proprio io che non credo negli angeli.
Lo difenderò da questo mondo che distrugge.
E per quanti passi avanti io abbia fatto, ne basterà sempre e solo uno indietro per raggiungerti.

Il nostro accessorio per far passare l’inverno sarà l’estate nel cuore.
Ti sembrerà un pò retrò, ma credimi, non si rompe mai…
funziona sempre.

E smettila di pensare che tu sia sempre troppo poco.
Forse sei troppo, invece.
Forse sai offrire ciò che tutti dicono di volere ma poi ne hanno paura.
Sei la persona che sa prendersi davvero cura di un’altra persona, anziché essere chi ti sbatte in faccia il solito ” tu meriti il meglio”, quando il meglio poi a te non è disposto a offrirlo.

È un errore in buona fede cercare di dare agli altri quello che vorresti per te, perché non tutti sono uguali a te e non tutti hanno bisogno delle stesse cose nella stessa misura.
Per questo è inutile forzare la mano.
La pazienza, la generosità e il senso di sopportazione non devono diventare difetti tesi ad annientare l’amore per noi stessi.
Se ciò accade, la regola è un sano e giustificato distacco.
Un conto è dare senza aspettarsi nulla in cambio e un conto è dare per subire la costante impotenza dell’irriconoscenza.
Spesso sembra irriconoscente semplicemente chi non ci può amare e continuare a dare può mettere a disagio, anche se non si desidera che la felicità dell’altro.
Perché la felicità per essere pura deve essere servita dalle mani giuste.
Se assaggi il vero fascino hai sempre fame.

In fondo tutto è più o meno casuale, anche nei nostri incontri più belli e importanti, quelli che ci sembrano un dono divino, c’è questa casualità.
Siamo noi che diamo loro la valenza della coincidenza perfetta.
Alla fine non importa cosa ci sia dietro, alcuni incontri diventano strabilianti per il nostro coraggio.
A quel punto quello è destino.

La persona “giusta” è quella che quando sta con te non guarda il telefono ogni mezzo minuto e fa scordare anche a te di averlo.
Quella che ti fa venire voglia di parlare e di ascoltare, di raccontare, di non sprecare del tempo, nemmeno un secondo, fino a quando, guardando fuori, si è fatto buio. Quella con cui condividere un sorriso complice di meraviglia: “Oddio quant’è tardi, non ce ne siamo accorti”. Perché le più grandi tecnologie resteranno sempre e comunque la voce e gli occhi.

Lasciarsi e poi dimenticarsi, lasciarsi e ricordarsi sempre.
La sostanziale differenza fra il superfluo e l’essenziale è che il superfluo passa e si cancella, mentre l’essenziale rimane e si ripresenta davanti anche le volte che proviamo a lasciarlo indietro.
Perché che il meglio debba sempre arrivare ce lo raccontiamo per evitare la brutta sorpresa di comprendere che il meglio a volte semplicemente ce lo siamo lasciato scappare, senza mai capire davvero perché.

Ogni donna si merita un uomo che diventi il suo elastico, che si tenda per raggiungerla e poi si fermi a guardarla vivere libera.
il quadro mai dipintoIl punto massimo dell’amore è questo, l’ho sempre pensato.
Se vuoi davvero una donna non la dimentichi, non ti arrendi e fai di tutto per la sua felicità.
Non esistono valanghe di scuse né distanze insormontabili.
Non ti basterà più il resto, pur avendo un’ampia libertà di scelta.
Ogni donna merita un uomo che le dica ciò che ti sto dicendo adesso:
“Voglio te perché senza di te non mi basta più niente”.

Sai cosa ricorderò per sempre di te? Quel tuo modo timido e dolce di riempire ogni cosa.
Tu non lo sai ma quando entri, riempi tutta una stanza con la tua presenza. Tutto il resto scompare, resti solo tu, persino in un ambiente senza pareti. Avvolgi ogni cosa: il cuore, la mente, il corpo e il respiro. Io che non credo nel paradiso l’ho anche abitato per qualche istante. Poi quando vai via tutto si svuota e si torna alla vita. Posso solo dirti grazie per questo, per questo piccolo e magnifico spiraglio d’immenso.

E sai alla fine qual è il riscatto più grande che ho pagato per riavermi?
Oggi so che tu potrai avere tutto il resto, qualsiasi cosa, ma non potrai più avere me.
Ti girerai intorno, guarderai dentro a tante anime vuote e a tanti specchi di cuori in cui non ti riconoscerai.
È un sollievo incredibile accorgersene, né per orgoglio, né per ripicca, né per rinnegare tutto ciò che avrei desiderato insieme a te.
Solo perché oggi alla parola insieme do’ un altro significato e se per te l’altra parte di te non sono mai davvero stato io, oggi per me l’altra parte di me non sei più tu.

Ci sono storie che abbiamo amato di amore infinito ma che in realtà non sono mai iniziate ed è per questo che mai finiranno.
Ci piace perdere per poi riavere, così affermando fortemente un dolore riemerge istintivamente la forza brutale di un sentimento di valore, duro a morire ma assurdamente instabile.
Gli perdoniamo tutto, il giorno in cui ci uccide, perché ne seguirà un altro che offuscherà completamente le scarse possibilità della sua riuscita nel tempo, ma in fondo è quel momento che conta, quello che basta, quello che ci strappa l’anima dal petto facendoci sentire che siamo nuovamente vivi.
D’altronde ogni cosa può esserci portata via in un istante, bisogna morderla dolcemente e amaramente perderla.
Così è la vita! Non ci capita mai di volere quel che si può, il solo fatto “che si può” ne annienta il senso.
È un teorema perfettamente matematico che non si risolve con facilità.
Si entra in un vortice e un vortice non …

È che fra tutte le donne del mondo, io avevo scelto te. Che cosa ridicola vero? Volevo essere scelto come si sceglie una cura preziosa che ci salva la vita dalle solite intossicazioni da sentimento avariato. Eppure qualcuno dice che la vita tiene insieme solo le cose davvero importanti, dice che le cose deboli non ce la fanno. Forse invece le cose più grandi di noi le vediamo da lontano. Sono enormi, gigantesche, si avvicinano. C’è un attimo, un impercettibile attimo in cui è ancora possibile voltare l’angolo, poi non più, poi ti travolgono e non puoi privartene senza un pesante bagaglio di sofferenza. Cioè, io dico, speriamo di trovare per tutta la vita qualcosa di incontrollabile e poi? Quando arriva cerchiamo di ridimensionare le misure per non farci vestire e investire dal nuovo. Tutti questi rapporti tiepidi che vedi in giro non sono altro che la paura delle scottature. Noi due potevamo scottarci ma anche abbronzarci d’infinito. Sai che vuol dire abbronzarsi d’infinito? Significa arrivare nel punto più alto e mentre sali smettere di guardare giù. Significa aprire le finestre, accorgersi di un’alba magnifica e strapparla al mondo con un morso di vita. E invece non c’è niente di più triste che assistere al tramonto di un sorriso. Un giorno forse ti telefonerò per sentire ancora la tua voce. Avrai un attimo di esitazione nel rispondermi, fra il tentativo di scappare e quello di afferrare tutti i silenzi che mi hai regalato nel frattempo per fare spazio alle parole necessarie: Alla fine semplicemente io lo so e tu lo sai. Ci sono tramonti che non tramontano mai

«Quando per te un uomo può dirsi completo?»
«Quando ama, quando è se stesso e si restituisce alle origini.
Quando accetta le sue contraddizioni e sa conviverci traendone forza, lasciando alla creatività tutta la sua bruciante capacità di allentare le tensioni.
Quando sa riprendersi la felicità anche le volte che gli sfugge dalle mani.
Quando impara a dare al mondo un contributo di sé esclusivamente a fin di bene, senza aspettarsi niente.
Allora vince anche la paura di perdere.»

Non mollate la vita che avete scelto soltanto perché la giudica chi sta subendo la sua senza esporsi mai.
Non abbandonate le vostre scelte per la meschinità di chi si siede lontano dal mare e ride del vostro coraggio di nuotare, di cercare una terra serena in mezzo a rifiuti e buste di plastica.
Buttatevi a capofitto nei vostri progetti, senza perderli mai di vista.
Lasciate che siano sempre spinti dal vento leggero dell’ammirazione, mai dalle tempeste distruttive dell’invidia.
Ci sono persone che vi criticheranno senza sosta semplicemente perché non avranno avuto il vostro coraggio.
Non screditate i successi degli altri, concentratevi sui vostri.
L’emblema di un fallimento personale è proprio questo: preoccuparsi di demolire gli altri piuttosto che occuparsi di costruire se stessi.

I sentimenti sono l’esperienza cosciente delle emozioni inviate dalla mente, sfuggono al controllo, ma il fatto che gli sfuggano non vuol dire che non ne facciano parte.

Lei venne da te piena di tracce di passato, schiva, disillusa ma con quel sorriso ancora acceso di chi non si è arreso.
Tu avevi solchi sulle mani, ed hai scavato ancora per farne strade di fiducia dove farla camminare.
E senza tutta quell’assurda gelosia di quel che è stato, con un abbraccio l’hai spogliata degli amori di ieri e lasciandola vestita della tua vita hai detto :
‟ Quel che hai avuto prima di me lo dimenticherai.
Quel che verrà dopo di me non lo vorrai più conoscere„.

E così alla fine tutti tornano perché riemerge la nostalgia dell’inizio.
Tornano quando non ce n’è più bisogno, quando il sole di mezzogiorno ha ormai asciugato l’acqua sulla sabbia del mare, al tramonto.
Quando il vento, anziché bussare lieve, spacca i vetri, la notte.
Quando è inesorabilmente tardi.
Un attimo dopo che ci si è abituati all’assenza, come la luce accesa alle sette del mattino, la felicità che va a giocare d’azzardo e perde tutto per strada.
Le persone dovresti amarle quando il loro cuore ne ha il desiderio, e non quando conviene.
E se proprio non ce la fai, se non puoi ricambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace.
Se non si è stati in grado di restare al momento giusto non si deve inventare un momento giusto per tornare.
Non si scippano sorrisi in ritardo.
Le curve dei sorrisi fanno girare la testa all’amore, quelle dell’arcobaleno incantano l’anima della pioggia fermandola, ma ciò che di prezioso è ignorato si dilegua alla svelta.
In un’altra vita ti dissi che a volte il vero coraggio è quello di restare e non quello di andare.
Oggi ti dico che c’è sempre un motivo valido per andare, come per restare.
È la parte che prevale che fa la differenza.
Quando te ne vai, però, anche se non lo sai, senza sprecare inutili parole, fai una promessa silenziosa.
La promessa che siccome hai scelto di andartene non tornerai.

Dovrà capitare prima o poi che due anime selvatiche, che non vogliono sentirsi strette da nessuno né chiuse agli angoli del mondo e che si amano abbastanza da non scappare né inseguire, si fermino a comprendere che completarsi è questo.
È chiudersi all’aperto sapendo che a nessuno dall’esterno sarà permesso entrare dentro.
Si può rischiare di restare insieme tutta la vita così, senza che sia una minaccia ma solo un sublime stato di grazia e di strafottente e imbarazzante felicità.

Meglio un animale affamato nel cuore che un immenso spazio vuoto di neve sciolta.
Primo proposito, rinnovabile 365 giorni all’anno:
commettere errori di felicità!

La gente che se n’è andata se ne riandrà.
Altrimenti non sarebbe andata via quando poteva restare.
È che in amore non impariamo mai niente dall’esperienza e come tutte le cose meravigliose da una parte questo ci salva e dall’altra ci annienta.
Avresti dovuto affrontare solo il peso di spostare una sedia, sederti di fronte alla paura e vedere  il mio corpo che ti amava, le nostre anime abbracciarsi smettendo di lottare, intrecciate in una per rimanere.
È inutile illudersi, perso l’attimo niente è più uguale.
La gente torna ma le cose non ritornano com’erano, la gente torna ma non si può tornare indietro per ripartire da un momento che è ormai svanito nel tempo.

Temiamo i legami a volte perché, per una manciata di istanti, l’amore ci dona la sensazione d’immortalità, anche se sappiamo di non esserlo, immortali.
Scegliere di vivere in attesa o nel rimpianto è un alibi per non affrontare la paura più grande che abbiamo: perdere, dunque soffrire.
Invece è vero, un rapporto può finire ma quel dolore significa che siamo stati felici e quindi che potremo esserlo di nuovo.

Ci sono persone che vi criticheranno senza sosta semplicemente perché non avranno avuto il vostro coraggio.
Non screditate i successi degli altri, concentratevi sui vostri.
L’emblema di un fallimento personale è proprio questo: preoccuparsi di demolire gli altri piuttosto che occuparsi di costruire se stessi.
Cercate di trovare il vostro posto.
Il posto dove essere felici è strettamente personale e non cedibile.
Chi non trova il suo posto non sta bene da nessuna parte.

È inutile illudersi, perso l’attimo niente è più uguale, la gente torna ma le cose non ritornano com’erano,
la gente torna ma non si può tornare indietro per ripartire da un momento che è ormai svanito nel tempo.

Ripiegò il cuore e lo mise via, come si fa con un portafogli vuoto da cui non puoi più prelevare niente.
D’ improvviso gli cadde in terra, come un’extrasistole selvaggia e si sbrigò a raccogliere tutti i pezzi per paura che qualcuno ci si avventasse e li mangiasse con quella crudeltà che polverizza e dilania i buoni sentimenti.
Era bravo a far questo, fin da bambino.
Assurdamente i pezzi li ritrovò e lo ricollocò nell’insenatura da cui era caduto.
Dall’esterno sembrava un cuore normale, di tutto rispetto, ma non batteva più.

La disillusione arriva e si vince oppure schiaccia.
Alla fine la scelta è sempre nelle nostre mani.
Le decisioni che prendiamo in un tempo piccolissimo hanno il potere di stravolgere l’intera esistenza.

È strano accorgersi che è proprio quando te ne vai che puoi capire quanto sei rimasto e quanto ti rimane di qualcuno.
La prospettiva delle lontananze fa percepire tutto più nitido.
Ci sono assenze che sono scuse, assenze che sono pause.
Ci sono mancanze che restano, presenze che stancano, tenute in vita artificialmente soltanto dall’abitudine.
Al di là di ogni apparenza, in un mondo in cui quasi tutto si cancella in fretta per fare spazio a centomila possibili novità, qualcosa la metti a fuoco oltre ogni previsione possibile e per quanto ci provi non puoi negarla ai tuoi occhi.
Più ti manca qualcuno più è ovunque presenza.

Ci sono sentimenti sensati o insensati e quelli insensati forse hanno un senso più profondo.
Li stai a guardare con gli occhi chiusi, perché è così che si vedono i sogni.
Sono le farfalle che ami e per questo non prendi, i fiori che non cogli, annusi e lasci vivere.
Non sciolgono o stringono nodi ma intrecciano fili per stringerne sempre di nuovi con l’anima.
Nessuna banale ragione, non c’è colpa per un sentimento, solo splendore, soltanto amore…

Non so, non voglio chiedermi stavolta di che strana razza di sentimento si tratti, non voglio chiedermi se sia una semplice casualità, se abbia una ragione assoluta o sia un regalo del destino.
So che la mia anima si è spostata senza che tu la toccassi, senza che io lo volessi e prima che lo sapessi.
È venuta nella tua, ha spaccato tutti i contro lasciando solo i pro e questo non vuol dire che i contro non ci saranno, abbiamo soldatini buoni e cattivi a combattere qua dentro.
So solo che mi sento invincibile e che non vorrei trovarmi arruolato in nessun’altra battaglia né nascondermi in nessun altro posto lontano da qui.

La perfezione non è perfetta, è solo ciò che ti sta bene addosso, che ti rimetteresti e che risceglieresti ancora.
Fino ad allora è perfezione.
L’amore perfetto non è dove tutto va bene, è dove non manca nulla.

L’illusione a volte fa a braccio di ferro con la ragione e anche se potremmo batterla la lasciamo vincere.
Le persone hanno potere su di noi solamente perché siamo noi a scegliere di concederlo e, allo stesso modo in cui per amore glielo diamo, possiamo scegliere per amore di noi stessi di revocarlo in qualsiasi momento.

Compresi che esiste un dolore più intenso di quello che provi quando non ti senti dire le parole che vorresti,
è quello che senti quando le stesse e tanto attese parole arrivano ormai tardi e non hanno più senso.

[..] c’è sempre una prima volta, una primavera, una prima vera notte d’insonnia d’amore che ci rimane sotto pelle.
Un primo giorno in cui impariamo a riconoscere la direzione del vento.
Un primo momento che ci porta in un luogo in cui non sappiamo di andare e poi ci siamo, improvvisamente, senza averlo previsto.
La prima volta che abbiamo davvero paura e la prima volta che ridiamo al buio.
La prima volta che assaggiamo una vita infilando il dito nei suoi imperfetti particolari.
La prima volta che scopriamo il mare dove non c’è perché ce l’abbiamo negli occhi, negli occhi dello stupore.

Si cambia di colpo, non è vero che ci vuole tempo.
Si cambia di colpo o non si cambia più.
Si cambia con la certezza di essere sempre gli stessi ma in preda a uno shock improvviso, deciso, che mira alle tempie e fa chiudere gli occhi per un secondo.
Un capogiro, un girotondo che porta altrove da quel che si era, soltanto per ricondurre dentro, a quel che si è.
Tutta la vita che passa  davanti, come un proiettile inarrestabile che ti ammazza di novità.
Frastornati ma intonati col progetto del mondo.
Lo spazio di una scossa, un brusio interiore e poche parole, forse tre, io e te.
Le energie alternative: i tuoi occhi, le tue mani, la tua anima.
Un gesto d’orgoglio sulle labbra, teso finalmente ad aver capito qualcosa di sé, vedere l’aria colorata, azzurra, senza riuscire più a distinguerla dal cielo, sentirsi una nuova impostazione di voce all’anima.
Un colpo di tosse a ridare coraggio, un nuovo debutto del cuore.
L’occasione rubata in tempo al tempo per fare un sospiro e sentirsi almeno un po’ meglio di prima.
Perché arriva il giorno perfetto in cui se  hai coraggio ti ritrovi a cambiar pelle e te la smetti di portarti addosso tutti gli  strati morti di  una vita.

Il quadro mai dipinto trama

Il quadro mai dipinto di Massimo Bisotti racconta la storia di Patrick, un professore e pittore ossessionato dalla perfezione. Un giorno decide di cambiare aria e città e di trasferirsi a Veneziae dopo l’ultima lezione all’Accademia delle Belle Arti, torna a casa per dare un ultimo sguardo ad un dipinto che conserva in soffitta, che ritrae una donna, un suo vecchio amore mai dimenticato. Con grande sorpresa e sgomento però si accorge che la tela è vuota! Copre il quadro e corre all’aeroporto di Roma dove durante il volo sbatte la testa e perde la memoria. Al suo risveglio a Venezia si sente confuso e l’unico appiglio è un bigliettino nella sua tasca che riporta un indirizzo e un nome di una Residenza “Punto Feliz”. In questa pensione incontra una strana famiglia ad accoglierlo ed è proprio qui che si conoscono e si intrecciano le storie dei singoli personaggi . Tra amnesie e ricordi di memoria, la vita di Patrick trova una svolta quando incontra Raquel, che sembra proprio essere la donna scappata dal suo quadro! Il libro prosegue tra mille aforismi e massime di vita, alternando gli sprazzi di memoria ritrovata e nuovi concetti appresi, l’importante però, afferma lo scrittore, è affrontare tutto “mai controcuore”

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